Paolo Guccini

"Impossibile" non è mai la risposta giusta

Il carattere dei caratteri
Ecco come dare un aspetto professionale ai vostri documenti,
rendere più leggibili le brochure,
scrivere una lettera d’amore non banale.
O "giocare" a disegnare striscioni pubblicitari e manifesti stradali

Volete dare un aspetto più professionale ai vostri documenti? Dovete far apparire una relazione più corposa senza "allungare il brodo"? Desiderate realizzare un invito davvero speciale o di classe? Volete riappacificarvi con il vostro ragazzo stupendolo con la vostra vena creativa?
La soluzione è a portata di mano: un utilizzo opportuno dei caratteri può aiutarvi a migliorare di molto la forma è l’estetica dei vostri lavori.
Infatti con il computer si possono realizzare un’infinità di tipi di documenti e i caratteri possono giocare un ruolo fondamentale per dare di volta in volta l’impronta più opportuna: formale, allegra, romantica, d’impatto. Per farsene un’idea basta pensare alla disposizione e al tipo di caratteri impiegati nelle lettere commerciali, negli inviti alle cerimonie oppure sui volantini pubblicitari.
I caratteri o font differiscono fra loro per la forma ma anche per la loro dimensione, per lo spazio che material mente occupano.
Ad esempio, un testo scritto in "Courier" occuperà circa il 30 per cento in più di quanto richiederebbe se formattato con il "Times New Roman" oppure con l' "Arial".
Ormai tutti possono avere a disposizione un gran numero di caratteri, grazie al le innovazioni apportate alle tecniche di creazione dei font. I primi software in ambiente DOS non disponevano di font selezionabili e sfruttavano quelli eventualmente messi a disposizione dalle stampanti ricorrendo alle oramai dimenticate "sequenze di escape".
Queste erano costituite da particolari sequenze di caratteri che la stampante interpretava come richieste di formattazione, quali i font, oppure gli attributi come il sottolineato, il grassetto, il corsivo.
Il passo successivo fu l’impiego della tecnica "Bitmap" che, se da un lato rendeva finalmente disponibili all’utente un nutrito elenco di font, dall’altro presentava alcuni inconvenienti quali la necessità di consistenti potenze d’elaborazione, che non tutti avevano e soprattutto capienti dischi fissi: infatti, per ogni singolo font era necessario installare tutte le combinazioni di dimensioni e attributi che si considera vano utili oppure accettare la perdita di qualità di stampa nel caso in cui si volesse ingrandire un font nato per misure inferiori.
Tale tecnica consisteva nel disegnare punto per punto ogni singolo carattere nelle varie dimensioni e nei vari attributi che poteva supportare. Un altro sostanziale passo in avanti fu compiuto con l’introduzione del "PostScript" che ebbe una diffusione limitata a causa dei costi elevati e delle esigenze hardware.
Ma la svolta più significativa la si ebbe con l’introduzione dei font "True Type" i quali si fondano su un nuovo sistema per descrivere la forma dei font: la matematica. Ogni carattere viene rappresentato con una serie di funzioni che ne descrivono i contorni; per esempio la lettera O è costituita da un cerchio il cui diametro è in funzione della dimensione desiderata.
Questa semplice ma potentissima tecnica consente di ottenere la massima precisione in qualunque dimensione debba essere rappresentato il carattere.
Ogni computer con un sistema operativo grafico come Windows o il Macintosh mette inizialmente a disposizione una decina di caratteri ai quali se ne possono aggiungere altri a volontà acquistandoli nei vari negozi di informatica dove sono facilmente reperibili dei Cd Rom contenenti intere collezioni di centinaia e centinaia di font. Altra possibilità per avere a disposizione un numero di font maggiore è dato da Internet. Basta utilizzare un motore di ricerca sulle parole "True Type" e questo vi permetterà di localizzare un incredibile numero di font e utility.
Una cosa che non va comunque dimenticata, anche se non tutti lo sanno, è che i font sono equiparati a un qualunque programma e, conseguentemente, sono protetti dalla normativa sul copyright e non possono perciò essere liberamente copiati e distribuiti.
E' comunque sconsigliabile eccedere nell’installare troppi caratteri, prima di tutto perché il PC subirebbe una diminuzione delle prestazioni, in secondo luogo perché generalmente non se ne utilizzano più di una decina di tipi. Ma l’avere un gran numero di caratteri a disposizione non basta per ottenere un lavoro ben fatto. L’errore nel quale molti incorrono è quello di impiegare troppi caratteri nello stesso documento ottendo un prodotto poco chiaro e comprensibile.

Tratto da:
Paolo Guccini
Computer Valley
(allegato del quotidiano La Repubblica)
27/11/1997

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